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	<description>Energy Resources</description>
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		<title>Quinto Conto Energia: incentivi meno generosi per aiuti più equi</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 14:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovaibili]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nuovo decreto per le Energie Rinnovabili ridurrà gli incentivi dell’attuale Conto Energia per allineare l’Italia alla media Europea per ridurre gli sprechi e gli oneri eccessivi in bolletta e favorire lo sviluppo della filiera economica italiana. Il Quinto Conto &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo decreto per le Energie Rinnovabili ridurrà gli incentivi dell’attuale Conto Energia per allineare l’Italia alla media Europea per ridurre gli sprechi e gli oneri eccessivi in bolletta e favorire lo sviluppo della filiera economica italiana.</p>
<p>Il Quinto Conto Energia, in base alle decisioni diffuse stamane dai Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Ambiente e dell’Agricoltura, taglierà gli incentivi del 35% rispetto alle tariffe incentivanti attuali a partire dal 1° Luglio 2012.</p>
<p>Il Governo, pur ribadendo che le rinnovabili sono un pilastro portante della strategia energetica italiana, sostiene che c’è tutta l’intenzione di superare gli obiettivi europei del “20-20-20” ma con un approccio meno dispendioso per il nostro Paese. Infatti, gli incentivi alle rinnovabili finora elargiti dal GSE sono stati fin troppo generosi, soprattutto quelli per il solare fotovoltaico, aumentando così la bolletta dell’energia elettrica degli italiani stessi per un costo di 9 miliardi di euro l’anno.</p>
<p>Il nuovo decreto per il fotovoltaico mira, quindi, ad allineare gli incentivi alla media europea, ridottasi progressivamente a seguito della diminuzione del prezzo dei moduli.</p>
<p>Per governare la potenza annua installata, cambierà la disciplina relativa ai <strong>registri</strong>. Gli impianti superiori a 12 Kw accederanno agli incentivi previa iscrizione al registro, gli impianti di potenza tra 1e 12 Kw accederanno agli incentivi dopo l’entrata in esercizio.</p>
<p><strong>Criteri di priorità accesso ai registri:</strong></p>
<ol>
<li>Impianti su edificio con miglior attestato energetico;</li>
<li>Impianti  ubicati in zone contaminate, discariche o aree di pertinenza di discariche;</li>
<li>Piccoli impianti di aziende agricole;</li>
<li>Impianti realizzati da Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti;</li>
<li>Impianti realizzati su serre, pergole, tettoie, pensiline;</li>
<li>Precedenza data titolo autorizzativo;</li>
<li>Precedenza data richiesta di iscrizione al registro;</li>
<li>Minore potenza dell’impianto;</li>
<li>Precedenza della data di ingresso in esercizio.</li>
</ol>
<p>Con questo nuovo decreto il Governo italiano si pone l’obiettivo di stabilizzare la spesa <strong>11,5-12 miliardi di euro l’anno entro il 2020</strong> che consentirà di superare ampiamente gli obiettivi europei “20-20-20”, <strong>ridurre gli sprechi e gli oneri eccessivi sulla bolletta</strong> e favorire lo sviluppo della filiera economica italiana.</p>
<p>L’entrata in vigore del sopracitato decreto è prevista per il 1° Luglio 2012, a meno che il tetto di 6 miliardi di euro di spesa non venga raggiunto in data successiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Approfondimento</p>
<p><a href="http://www.teraland.it/wp-content/uploads/2012/04/2012_04_10_V-Conto-Energia.pdf">Quinto Conto Energia Bozza Ufficiale</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Incentivi fotovoltaico a terra: stop sempre più definitivo del Governo</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovaibili]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Con l&#8217;entrata in vigore del decreto legge 1/2012, approvato dal Consiglio dei Ministri il 20 gennaio e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 24, il fotovoltaico agricolo a terra non potrà più accedere al Conto Energia. Fanno eccezione gli impianti che hanno &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con l&#8217;entrata in vigore del decreto legge 1/2012, approvato dal Consiglio dei Ministri il 20 gennaio e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 24, il <strong>fotovoltaico agricolo</strong> a terra non potrà più accedere al Conto Energia. Fanno eccezione gli impianti che hanno già ottenuto il titolo abilitativo al momento dell&#8217;entrata in vigore del provvedimento o per i quali sia stata presentata richiesta per il conseguimento del titolo, a condizione che l&#8217;impianto entri in esercizio entro un anno.</p>
<p>Le principali <strong>associazioni del comparto</strong> - Anie/Gifi, Aper, Assosolare e Asso Energie future - hanno tentato di bloccare la norma, chiedendo al governo di stralciare l&#8217;articolo incriminato, il 65. Al coro di protesta si è unita anche la Cgil, che ha chiesto di correggere il testo per garantire il massimo sostegno alle rinnovabili, anche in virtù delle potenzialità occupazionali del settore.</p>
<p>La <strong>norma</strong>, infatti, <span style="text-decoration: underline;">incidendo retroattivamente</span> sul DLgs 3 marzo 2011 n. 28, danneggia gli operatori che hanno già effettuato investimenti contando di ricevere gli incentivi statali e che ora rimarranno a bocca asciutta. D&#8217;altra parte, l&#8217;interruzione degli aiuti dovrebbe porre un limite al consumo di suoli fertili, frenando il proliferare di impianti a scapito dell&#8217;agricoltura, soprattutto nelle regioni meridionali.</p>
<p>Un dato positivo per la tutela di terreni sempre più abusati: secondo recenti dati di Coldiretti i <strong>suoli agricoli</strong> ospitano già il 42,4% del fotovoltaico complessivo, con un ritmo di espansione preoccupante sia sotto il profilo della produzione, che rispetto alla tutela ambientale.</p>
<p>Lo stesso ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, ha spiegato la norma con la volontà di bloccare uno sviluppo che ha determinato, oltre a tensioni sugli affitti, anche <strong>impatti negativi</strong> <strong>a livello paesaggistico.</strong> Una preoccupazione che non trova riscontro, però, andando avanti nella lettura del provvedimento.</p>
<p>Al comma 3 dello stesso articolo 65, il decreto equipara infatti le <strong>tariffe incentivanti</strong> per gli impianti su serre a quelle previste per gli edifici. La norma specifica che i moduli fotovoltaici non possono occupare più del 50% della superficie della serra; con l&#8217;aumento degli incentivi, tuttavia, qualsiasi considerazione di tutela paesaggistica rischia di essere spazzata via dal maggiore beneficio economico conseguibile, e al contempo potrebbe venire meno lo stimolo alla produzione per l&#8217;auto consumo da parte di famiglie e industria.</p>
<p>Anche sul fronte delle altre <strong>fonti rinnovabili</strong> i segnali non sono incoraggianti. I decreti attuativi previsti dal DLgs. 28/2011 per la disciplina degli incentivi alle rinnovabili elettriche (con l&#8217;esclusione del fotovoltaico) e termiche e per l&#8217;efficienza energetica &#8211; su cui Catania è a lavoro insieme ai ministri all&#8217;Ambiente e allo Sviluppo economico Clini e Passera &#8211; dovrebbero, secondo le prime anticipazioni, ridurre il peso degli incentivi.</p>
<p>Le <strong>nuove disposizioni</strong> saranno presentate entro la fine del mese di febbraio, ma le associazioni di categoria hanno già individuato alcuni punti critici a partire dalle prime indiscrezioni circolanti. Si parla, infatti, di una <strong>riduzione</strong> complessiva del tetto massimo di spesa, quanto <strong>delle singole tariffe incentivanti</strong> previste per eolico, geotermia e biogas derivante da rifiuti.</p>
<p><em>Anev</em> (Associazione nazionale energia del vento), <em>Anie </em>(federazione nazionale imprese elettrotecniche) e <em>Aper </em>(Associazione produttori di energia da fonti rinnovabili) hanno già scritto al governo per chiedere di lasciare inalterato l&#8217;importo degli <strong>incentivi</strong>, fino al raggiungimento della <em>grid parity</em> per ciascuna tecnologia, cioè la parità tra il costo del kW prodotto dal fotovoltaico e quello ricavato da fonti fossili. Per il momento, però, dall&#8217;esecutivo nessuna risposta.</p>
<p>Fonte <em>ilcambiamento.it</em></p>
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		<title>DL Liberalizzazioni: lesi i diritti dei produttori fotovoltaici!</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 14:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Associazioni del solare hanno scritto stamane un comunicato stampa contro le misure contenute nell&#8217;art. 65 del DL Liberalizzazioni, a causa delle &#8220;disposizioni retroattive&#8221; e dei &#8220;gravi effetti&#8221; per i produttori. 1) Introduzione di disposizioni retroattive. 2) Panico per i &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le Associazioni del solare hanno scritto stamane un comunicato stampa contro le misure contenute nell&#8217;art. 65 del DL Liberalizzazioni, a causa delle &#8220;disposizioni retroattive&#8221; e dei &#8220;gravi effetti&#8221; per i produttori.</p>
<p><strong>1) </strong><strong>Introduzione di disposizioni retroattive</strong>.</p>
<p><strong>2) </strong><strong>Panico per i produttori</strong>.</p>
<p><strong>3) </strong><strong>Gravi effetti per i produttori</strong>.</p>
<p>Questi i termini tratti dal comunicato a firma delle principali associazioni di categoria italiane del solare (<strong>ANIE/GIFI</strong>, <strong>APER</strong>, <strong>Assosolare</strong>, <strong>Asso Energie Future</strong>).</p>
<p>D&#8217;altro canto, era prevedibile una <strong>simile reazione</strong>, da parte delle associazioni, alle <strong>misure </strong>contenute nell&#8217;<strong>art. 65</strong> del <strong>DL Liberalizzazioni</strong>.</p>
<p><em>Il testo pubblicato in Gazzetta ufficiale introduce, incredibilmente, disposizioni retroattive che ledono gravemente i diritti dei produttori fotovoltaici che in buona fede hanno iniziato a realizzare nuovi impianti secondo la normativa vigente, da soli 10 mesi (D.Lgs. 28/11).</em></p>
<p><em>L&#8217;articolo 65, nella sua versione di stamattina, infatti, stralcia parte dell&#8217;articolo 10 del DLgs 3 marzo 2011 n.28 che concedeva un anno di tempo ai produttori per mettere in esercizio gli impianti fotovoltaici a terra in area agricola, il cui iter autorizzativo fosse già avviato.</em></p>
<p><em>L&#8217;<strong>abrogazione</strong> di questa norma transitoria <strong>getta nel panico i produttori</strong> i quali, avendo già sostenuto tutti i costi per la realizzazione degli impianti, a meno di due mesi dalla scadenza dell&#8217;anno di tempo concesso dal DLgs 3 marzo 2011 n.28, non sanno ora se mai potranno ricevere un incentivo per gli impianti prossimi a entrare in esercizio.</em></p>
<p>Fonte gifi-fv.it</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL GSE INFORMA: NON SI APRIRÀ REGISTRO GRANDI IMPIANTI FOTOVOLTAICI PER SECONDO SEMESTRE 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 12:02:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovaibili]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; del 20 gennaio 2012 il comunicato stampa del GSE in cui si precisa che: &#8220;Il costo annuo corrispondente agli incentivi per i grandi impianti entrati in esercizio entro il 31 agosto 2011 e per quelli ammessi al Registro per l’anno &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; del <span style="line-height: 24px;">20 gennaio 2012 </span>il comunicato stampa del GSE in cui si precisa che:</p>
<p><em>&#8220;Il costo annuo corrispondente agli incentivi per i grandi impianti entrati in esercizio entro il 31 agosto 2011 e per quelli ammessi al Registro per l’anno 2011 è pari a 1 miliardo di euro, a fronte del limite di costo fissato dal Decreto in 300 milioni di euro.</em></p>
<p><em>Come indicato dalla normativa, ciò determina il conseguente azzeramento della disponibilità relativamente al secondo semestre 2012, il cui livello di costo è fissato nel Decreto in 130 milioni di euro.</em></p>
<p><em>L’articolo 6, comma 3, lettera a) del DM 5 maggio 2011 precisa, infatti, che “… qualora l’insieme dei costi di incentivazione per i grandi impianti entrati in esercizio entro il 31 agosto 2011 e degli  iscritti nel registro di  cui all’art. 8 per l’anno 2011 determini il superamento del limite di costo previsto per lo stesso periodo, l’eccedenza comporta una riduzione di pari importo del limite di costo relativo al secondo semestre 2012”.</em></p>
<p><em>Pertanto, non avrà luogo l’apertura del Registro per i grandi impianti fotovoltaici relativamente al secondo semestre 2012&#8243;.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Liberalizzazioni: stop incentivi per impianti fotovoltaici collocati a terra</title>
		<link>http://www.teraland.it/2012/01/liberalizzazioni-stop-incentivi-per-impianti-fotovoltaici-collocati-a-terra/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 11:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovaibili]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il settore delle energie rinnovabili non sta attraversando un momento positivo, la bozza contenente il pacchetto di liberalizzazioni elaborato dal governo Monti contiene nuovi cambiamenti per gli incentivi al fotovoltaico, o meglio per le tariffe incentivanti all’energia elettrica prodotta dai impianti fotovoltaici collocati a &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il settore delle <strong>energie rinnovabili </strong>non sta attraversando un momento positivo, la bozza contenente il pacchetto di <strong>liberalizzazioni</strong> elaborato dal governo Monti contiene nuovi cambiamenti per gli <strong>incentivi al fotovoltaico,</strong> o meglio per le tariffe incentivanti all’energia elettrica prodotta dai <strong>impianti fotovoltaici collocati a terra</strong>.</p>
<p><strong>Impianti fotovoltaici a terra</strong></p>
<p>In particolare, l’articolo 65 del Decreto <strong>liberalizzazioni,</strong> in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, andrà a modificare o meglio a togliere, l’<strong>accesso agli incentivi statali </strong>previsti dal Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28 per il <strong>fotovoltaico agricolo</strong>, ovvero per gli <strong>impianti solari fotovoltaici</strong> con moduli <strong>collocati a terra</strong> nei campi agricoli <em>(comma 1).</em></p>
<p>Incentivi che già il <strong>Quarto Conto Energia</strong> aveva ridotto all’osso e che riguarderanno i nuovi campi fotovoltaici, senza intaccare gli incentivi riservati ai parchi già realizzati o in fase di completamento <em>(comma 2)</em>, a patto però che gli impianti entrino in esercizio entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto liberalizzazioni.</p>
<p>Si tratta di un nuovo passo del Governo nella direzione della riduzione dei contributi alle fonti rinnovabili con l’obiettivo di arrivare rapidamente alla cosiddetta <em>“grid-parity”</em> e quindi all’indipendenza del settore dagli incentivi pubblici.</p>
<p><strong>Serre fotovoltaiche</strong></p>
<p>In controtendenza, il <em>comma 3</em> dello stesso articolo del Decreto liberalizzazioni innalza gli incentivi per le <strong>serre fotovoltaiche</strong> previsti dal <strong>Quarto Conto Energia</strong>, portandoli allo stesso livello di quelli previsti per gli impianti fotovoltaici realizzati su edifici. L’unico vincolo è che le serre fotovoltsiche abbiano un <strong>rapporto di proiezione al suolo</strong> della superficie coperta dai pannelli fotovoltaici non superiore al 50% della superficie totale della serra stessa per preservare i terreni e consentire l’<strong>integrazione dell’attività agricola.</strong></p>
<p><strong>ANIE/GIFI e APER</strong></p>
<p>ANIE/GIFI e APER chiedono a gran voce di <strong>stralciare l’art. 65</strong>, inserito nel decreto liberalizzazioni senza previa consultazione delle Associazioni di categoria, perché questo non farebbe altro che alimentare nuovamente<strong> incertezza per il settore delle rinnovabili</strong> portando vantaggi a pochi e nuocendo al bene del Paese.</p>
<p>Nel comunicato delle Associazioni si legge: «il Decreto, se confermato dal Parlamento, andrebbe ad incentivare una <strong>corsa alla realizzazione di mega impianti</strong> su terreni agricoli, accelerando l’<strong>esaurimento delle risorse disponibili</strong> che dovrebbero andare ad incentivare lo sviluppo organico e distribuito del settore».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte pmi.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fotovoltaico e impianti per le Rinnovabili: regole e scadenze 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 15:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovaibili]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle fonti rinnovabili la risposta alla crisi economica: i risultati del 2011 e le nuove regole in vigore dal 2012, con le scadenze. Nonostante la crisi economica, le fonti rinnovabili segnano ottimi risultati e continuano nella loro diffusione sul territorio &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nelle fonti rinnovabili la risposta alla crisi economica: i risultati del 2011 e le nuove regole in vigore dal 2012, con le scadenze. </em></p>
<p>Nonostante la crisi economica, le fonti rinnovabili segnano ottimi risultati e continuano nella loro diffusione sul territorio nazionale. Sono 318.747 gli impianti in esercizio, con 12.463 GW di potenza installata e un costo annuo dei quattro conti energia di circa 5,44 miliardi di euro.<br />
In particolare, nel corso dello scorso 2011 sono entrati in esercizio 56.000 impianti che sfruttano l’energia prodotta da fonti rinnovabili, con potenza complessiva di 3.700 MW e costi complessivi di 6 miliardi di euro.</p>
<p><strong>Nuovi prezzi minimi</strong><br />
Il 2012 rappresenta quindi un anno decisivo, che tuttavia dal primo gennaio ha portato nuovi e ridotti prezzi minimi garantiti per gli impianti rinnovabili non programmabili o con potenza sotto 1 MW, come rimodulati dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas con delibera del 28 luglio 2011 ARG/elt n. 103/11.</p>
<p><strong>Conto Energia Fotovoltaico</strong><br />
Inoltre, a partire dal prossimo 29 marzo 2012 decorrono le limitazioni all’accesso agli incentivi del Conto Energia fotovoltaico per gli impianti maggiori di 1mW in zona agricola.<br />
Il primo luglio 2012, invece, partono i nuovi requisiti per l’ammissione al Conto Energia fotovoltaico in relazione alla produzione dei moduli, quali l’adesione a un consorzio di riciclo, il certificato di ispezione di fabbrica e criteri Iso.<br />
Infine, gli aspetti tecnologici, come la scadenza del 29 marzo 2012 per l’obbligo di garanzia decennale dei moduli e la scadenza del 30 giugno per il periodo transitorio per il calcolo semplificato delle voci di costo per l’aumento del 10% delle tariffe incentivanti del Conto Energia per il Fotovoltaico.</p>
<p><strong>Rinnovabili contro la crisi</strong><br />
Nonostante il quadro delle scadenze, non proprio incoraggianti, gli esperti del settore scommettono in un altro anno di successo per le fonti rinnovabili, in contrasto con la crisi economica, con un consolidamento sostanziale nel mercato, una forte attività di acquisizione di impianti già in esercizio e nuovi progetti per grandissimi impianti.</p>
<p style="text-align: right;">Fonte pmi.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nuove regole per il fotovoltaico in agricoltura</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 09:24:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Energie rinnovaibili]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) suggerisce delle direttive per l’energia in agricoltura: è necessario puntare su fonti rinnovabili, biomasse comprese, ma servono nuove regole per fotovoltaico ed investimenti. La CIA ha inviato, infatti, al governo il documento per la definizione &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La CIA </em>(Confederazione Italiana Agricoltori) <em>suggerisce delle direttive per l’energia in agricoltura: è necessario puntare su fonti rinnovabili, biomasse comprese, ma servono nuove regole per fotovoltaico ed investimenti.</em></p>
<p>La CIA ha inviato, infatti, al governo il documento per la definizione dei contenuti del <strong>decreto attuativo ex Dlgs 28/2011</strong>, con i suggerimenti circa le direttive da intraprendere sul tema, con particolare attenzione alle <strong>fonti rinnovabili</strong>.</p>
<p>In particolare, le proposte sono state presentate dal presidente nazionale della Cia <strong>Giuseppe Politi</strong> ai ministri <strong>Mario Catania</strong> (Agricoltura), <strong>Corrado Clini</strong> (Ambiente) e <strong>Corrado Passera </strong>(Sviluppo Economico) e comprendono lo sfruttamento di <strong>fonti rinnovabili</strong> come le biomasse agricole e forestali.</p>
<p>Si tratta di un progetto che consentirebbe alle <strong>imprese agricole</strong> di realizzare business anche attraverso la generazione di <strong>energia elettrica</strong>, oltre che ovviamente alla produzione di prodotti agroalimentari.</p>
<p>Per quanto riguarda il fotovoltaico, il ministro Catania ha fatto presente la necessità di una nuova disciplina, dato che attualmente oltre 33.000 ettari sono destinati ad uso esclusivo del <strong>fotovoltaico</strong>. Terreni coltivabili sottratti alle colture agricole e dei quali solo una piccola parte degli investitori risultano essere agricoltori.</p>
<p>E anche Politi ha sottolineato la necessità, in questa nuova fase, di «apportare le opportune correzioni per superare le distorsioni che si sono verificate in alcune specifiche aree del Paese. In modo particolare <strong>occorre intervenire affinché siano disincentivati gli investimenti esterni al mondo agricolo senza alcuna connessione con il patrimonio forestale e agricolo nazionale».</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte pmi.it</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A che punto è la situazione del Fotovoltaico in Italia?</title>
		<link>http://www.teraland.it/2011/11/situazione-attuale-fotovoltaico-italia/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Nov 2011 17:47:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo Valerio Natalizia, presidente di GIFI - ANIE (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane riunite in federazione Confindustria), nel 2011 l&#8217;Italia sarà il primo mercato al mondo per potenza fotovoltaica installata, oltre 11.000 i MWp connessi alla rete elettrica nazionale. Infatti, è quanto emerge dal dossier sui costi e &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo Valerio Natalizia, presidente di GIFI - ANIE (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane riunite in federazione Confindustria), nel 2011 l&#8217;Italia sarà il primo mercato al mondo per potenza fotovoltaica installata, oltre 11.000 i MWp connessi alla rete elettrica nazionale.</p>
<p>Infatti, è quanto emerge dal dossier sui costi e i benefici realizzato dall&#8217;intesa GIFI-ANIE, in cui viene dichiarato che l&#8217;Italia rappresenta un modello di riferimento per quei paesi che stanno adottando sistemi di incentivazione per il fotovoltaico.</p>
<p>Grazie al sistema fotovoltaico, il nostro paese ha potuto generare il 3% dell&#8217;energia elettrica consumata dagli italiani nel periodo Gennaio-Agosto 2011, riducendo così le importazioni dall&#8217;estero.</p>
<p>Essendo il fotovoltaico in forte crescita è opportuno far conoscere ad un pubblico più ampio i benefici per l&#8217;Italia derivanti da questo tipo di tecnologia.</p>
<p>Inoltre, è utile ricordare che il fotovoltaico ha apportato anche altri risvolti positivi, ad esempio 100 mila posti di lavoro, dei quali 20 mila addetti con età media inferiore ai 35 anni.</p>
<p>Se volete saperne di più, scarica il <a href="http://www.teraland.it/wp-content/uploads/2011/11/Monografia-su-benefici-del-FV-20-Ottobre-20111.pdf">Dossier sui benefici del Fotovoltaico in italia</a></p>
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		<title>Raggio senza pensieri</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 14:18:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fotovoltaico ha una faccia in più. Scegli il fotovoltaico che è più adatto a te. Ad un prezzo eccezionali di 8900 euro iva esclusa. Per maggiori informazioni visita la pagina dedicata a Raggio senza pensieri sul sito di Enel &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enelgreenpower.com/enelsi/it-IT/offerta/fotovoltaico/kit_raggio_senza_pensieri/index.aspx"><img class="alignnone size-full wp-image-1361" title="raggio banner" src="http://www.teraland.it/wp-content/uploads/2011/10/raggio-banner.jpg" alt="" width="667" height="190" /></a></p>
<p>Il fotovoltaico ha una faccia in più. Scegli il fotovoltaico che è più adatto a te. Ad un prezzo eccezionali di 8900 euro iva esclusa.</p>
<p>Per maggiori informazioni visita la pagina dedicata a <a href="http://www.enelgreenpower.com/enelsi/it-IT/offerta/fotovoltaico/kit_raggio_senza_pensieri/index.aspx">Raggio senza pensieri</a> sul sito di <a href="http://www.enelgreenpower.com/enelsi/it-IT/offerta/fotovoltaico/kit_raggio_senza_pensieri/index.aspx">Enel Green Power</a>.</p>
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		<title>Fotovoltaico al posto dell&#8217;eternit: finalmente il chiarimento del GSE</title>
		<link>http://www.teraland.it/2011/10/fotovoltaico-al-posto-delleternit-finalmente-il-chiarimento-del-gse/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 13:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marianna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Gse ha comunicato da poche ore un importante notizia chiarificatrice, ovvero che l’assegnazione dei 5€c/kWh per gli impianti fotovoltaici installati in sostituzione di eternit sarà applicata anche agli interventi avviati con il Terzo Conto Energia. Al punto 4.5.2 del &#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Gse ha comunicato da poche ore un importante notizia chiarificatrice, ovvero che l’assegnazione dei 5€c/kWh per gli impianti fotovoltaici installati in sostituzione di eternit sarà applicata anche agli interventi avviati con il Terzo Conto Energia.</p>
<p>Al punto 4.5.2 del Decreto Ministeriale del 5 Maggio 2011, il Gestore dei Servizi Energetici aveva previsto che “l’intervento di smaltimento dell’eternit e/o amianto deve essere effettuato contestualmente all’installazione dell’impianto fotovoltaico (e successivamente alla data di entrata in vigore del Decreto)”. Di conseguenza non potevano accedere alla maggiorazione gli interventi di rimozione e smaltimento dell’eternit effettuati prima del 13 Maggio 2011.</p>
<p>Così, il Terzo Conto Energia, entrato in vigore ad agosto 2010 e rimasto valido fino al 31 maggio 2011, ha messo in difficoltà gli operatori che hanno effettuato lo smaltimento prima del 13 maggio 2011 e che non sono riusciti a connettere l’impianto prima del 31 maggio 2011, termine ultimo per irchiedere le tariffe incentivanti previste dal Terzo Conto Energia.</p>
<p>Gli operatori avrebbero diritto alle tariffe incentivanti del QCE, ma non avrebbero potuto accedere alla maggiorazione spettante per lo smaltimento eternit. Grazie però a numerose richieste di operatori del settore, il GSE ha dichiarato in una nota che: “<em>per tener conto dell’avvicendamento normativo, intervenuto tra il DM 6 agosto 2010 (terzo conto energia) e il DM 5 maggio 2011 (quarto conto energia), assolutamente non prevedibile ai fini della programmazione degli interventi da parte degli operatori</em>”, ha disposto “<em>a parziale modifica di quanto indicato nelle Regole Applicative, <strong>la maggiorazione sarà applicata anche agli interventi avviati tra il 25 agosto 2010,</strong> data di entrata in vigore del DM 6 agosto 2010 <strong>e il 13 maggio 2011</strong>, purché gli impianti fotovoltaici, installati in sostituzione di coperture in eternit o contenenti amianto, entrino in esercizio entro e non oltre il 30 giugno 2012</em>”.</p>
<p>Fonte: Greenbiz.it</p>
<p>&nbsp;</p>
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